Prof. Luciano Pecchiai

Prof. Luciano Pecchiai

 

Primario patologo emerito dell’ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” Milano

Il Prof. Pecchiai è da molto tempo un punto di riferimento scientifico della Medicina Naturale. E' la "memoria storica" di quanti si dedicano ad un tipo di attività fondata innanzitutto sul rispetto della vita ed equilibrio con la natura.
Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l'Istituto di Anatomia Patologica dell'Università di Milano, ha svolto tutta la sua carriera nello studio delle cause delle malattie.

E' stato Primario Patologo dell'Ospedale dei Bambini di Milano a partire dal 1959.
Fonda nel '60 il Centro di Eubiotica Umana, presso lo stesso ospedale.
In campo agronomico, ha dato una grande spinta, insieme con altri collaboratori, da 40 anni almeno, alla rinascita di una "agricoltura naturale" ricavata dalle origini della "tradizione biblica". Questa agricoltura è stata poi definita "biologica".

Nel 1993 viene nominato Primario Patologo Emerito dell'Ospedale dei Bambini "Vittore Buzzi" di Milano.


Allora Prof. Pecchiai cos’è successo alla cerealicoltura italiana negli anni ’70, c’è una correlazione tra la creazione di nuove varietà a taglia bassa e iper produttive di cereali con l’aumento delle intolleranze nei consumatori?

Ha bhè d’accordo, siamo in tanti sulla terra e se i più labili e i più deboli vengono eliminati non c’è nessun problema. Al di là della battuta di spirito, lei ha occasione di mangiare delle mele golden? Ha visto che alcune hanno una variegatura rossastra? Le mele golden erano delle mele rosse che trattate con i raggi gamma del cobalto radiattivo sono diventate gialle. La stessa cosa che è successa al vostro grano Senatore Cappelli il quale, attraverso un’irradiazione con i raggi gamma del cobalto radioattivo, ha generato il grano Creso. Il betatrone (raggi gamma del cobalto radioattivo)  è una radiazione che uccide la cellula neoplastica mentre alle altre cellule dell’organismo gli da’ una sberla, possono cadere i capelli, insomma c’è una patologia. Però la ricerca ha dosato la potenza di queste radiazioni quel tanto da uccidere la cellula neoplastica e azzoppando le altre cellule, solo che utilizzando queste radiazioni ci si è accorti che dando delle dosi minime si ottenevano delle mutazioni con delle caratteristiche diverse, cioè con le mutazioni si dava una certa resistenza a determinati patogeni  cambiando le caratteristiche organolettiche ai prodotti. Adesso Le dico una cosa, cosa fa’ crescere una pianta se non l’ormone della crescita? Se noi con delle radiazione distruggiamo quest’ormone la pianta cresce meno. Distruggendo questo ormone si possono creare dei danni al consumatore. Oggi si consumano arance e mandarini senza semi, questi sono prodotti da piante sterili, lei pensa che questi frutti di piante sterili non possono avere delle ripercussioni negative sulla salute umana? Allora la resistenza delle piante non va’ ricercata tramite le mutazioni genetiche, ma la pianta deve adattarsi da se’.

E’ vero quello che lei dice, però la ricerca ha risolto un problema grave per i cereali antichi, come il Cappelli, cioè quello dell’allettamento causato dal vento e dalla pioggia.

Io volevo affrontare un punto: con delle radiazioni si è ottenuto la nanizzazione del frumento distruggendo il gene della crescita. Con tutte le conseguenze che, alimentandosi con un alimento dove si è ottenuta la nanizzazione, la crescita delle nostre cellule viene messa a rischio. Ma di questo non se ne tiene conto. Però l’allettamento è certamente, ai fini del raccolto, un fatto grave perché con la pioggia il grano tende a marcire.

Allora il punto centrale è evitare l’allettamento. Adesso Le dico come: il tramite per ridurre l’allettamento del frumento è mediarlo attraverso la lupinella o il favetto (questi ultimi arricchiscono il terreno di azoto).

Il significato in natura dei cereali, sia quelli selvatici che quelli coltivati, è organicare la silice inorganica della crosta terrestre. La crosta Terrestre è fatta di silicati inorganici che non sono utilizzati dalle piante pluriennali perché queste hanno bisogno della silice organicata, allora i cereali a crescita spontanea crescono, muoiono si seccano dissolvendosi nel terreno diventando concime, questo concime è silice un anti allettamento. Quindi bisogna utilizzare la paglia per far del concime. Si deve concimare la terra con lo strame  che è fatto di paglia e letame. Questo letame, tramite la flora batterica cellulosolitica, degrada la paglia diventando concime. Oggi purtroppo non c’è più questo tipo di concime. Oggi lo strame è fatto con trucciolato delle falegnamerie, il trucciolato è di abete o di pino che contengono resine. Le deiezioni animali liberano queste resine che diventano tossiche per il terreno e per i prodotti ottenuti. Quindi oggi la concimazione con lo strame è tossica. Andrebbe prodotto uno strame ad alta quantità di paglia cospargerlo sul terreno e coltivare la lupinella e il favetto che incorporano la silice della paglia che poi attraverso il terreno lo trasmettono ai cereali, con questo modo si risolverebbe il broblema dell’allettamento.

 

Quindi Prof. Pecchiai si può sostenere che attraverso l’irradiazione dei semi e delle piante, per ovviare ai problemi prima discussi, qualche problema sulla salute umana ci potrebbe essere?

Eh sì, sta già capitando questo. Le faccio un’esempio, le città oggi sono piene di ripetitori di radio, televisioni, telefonini ecc… questi campi magnetici artificiali sono dannosi! Ma secondo Lei si fa’ qualcosa per eliminarli? Ed è la stessa cosa per gli alimenti, il Ministero della Salute reputa che questi alimenti non sono dannosi. Chi sceglie questo grano (AKRUX®  Cappelli ndr) invece del grano Creso? Quello che si è accorto che è diverso, che è sano. Insomma io mangio i mandarini, arance e limoni con i semi perché quelli senza sono prodotti da piante sterili. Quando c’è un frutto che i miei antenati non hanno mangiato preferisco non mangiarlo. Ma secondo lei sua nonna mangiava kiwi, mango, papaja o agrumi senza semi? Insomma di fronte a prodotti nuovi molti raggiungeranno assuefazione ma tanti altri avranno delle intolleranze.

Allora Lei sostiene che bisogna alimentarsi, nel caso dei cereali, con varietà pure che da sempre hanno alimentato i nostri antenati?

Esatto, il fatto che l’intolleranza non è un’ipotesi ma è un qualche cosa che stà veramente aumentando, senza fare dell’allarmismo, bisogna dirlo. Segnalare gli aspetti negativi di questo transeginico perché ormai è tutto coltivato in modo transgenico. Un prodotto di nicchia, come il vostro grano, va’ suggerito a chi ha intolleranze. Purtroppo per chi ha raggiunto un’assuefazione ai cereali “moderni” i problemi si vedranno a distanza. Poi io sostengo apertamente che il biologico non debba accettare il transgenico.Per esempio avere distrutto il gene della crescita per nanizzare una pianta, immettere in commercio delle mele golden biologiche trattate con i raggi gamma del cobalto radioattivo io questo non lo ammetto. Non sono più prodotti naturali.

Quindi i medici nutrizionisti dovrebbero consigliare, ai propri pazienti, l’utilizzo di questi grani puri nell’alimentazione?

Certo con tutta questa gente che ha le tolleranze questi grani puri sarebbero da prescrivere.  Perché tutte le persone che presentano delle intolleranze consumando questo frumento e in qusto caso il vostro prodotto (AKRUX®Cappelli) potrebbe alla lunga riscattarsi dalle intolleranze al Creso. Ripeto è l’unico modo per poter continuare a consumare dei cereali da parte di coloro che ormai sono caduti nelle intolleranze.

Io ho pubblicato un’articolo: “Fine della nostra civiltà”, la civiltà del nostro popolo è la civiltà del cereale. La fascia del Mediterraneo è fondata sul frumento. Se per il futuro, noi mediterranei, dovessimo solo consumare riso e mais perché intolleranti verso il frumento, sarà ben la fine del nostro cereale.

Allora visto che l’intolleranza al Creso è dilagante il vostro grano è determinante come preventivoper quelle persone che hanno la fortuna di non avere le intolleranze al frumento e fare in modo che per coloro che l’intolleranza è agli inizi di poter continuare a mangiare prodotti farinacei. 

Nel nostro disciplinare noi sottolineamo che èconsigliato l’utilizzo dei lieviti naturali (pasta madre) in quanto questi conferiscono al prodotto una maggiore digeribilità e una migliore conservazione, inoltre garantiscono profumo e fragranza unica nel tempo?

Certo bisogna suggerire alla gente di usare il lievito madre e non il lievito di birra. Lei sa come si fa’ a conoscere il pane lievitato naturalmente? Devono essere panelle di un chilo due chili, perché queste richiedono un tempo di cottura più lungo e con temperature più basse, perché con le temperature alte verrebbe un crostone in superficie e la cottura non arriva al cuore della panella. Quindi bisogna utilizzare una temperatura più lunga e più bassa. Un po’ come si faceva prima. Nel cuore della panella è contenuta una parte morbida, un tempo si chiamava il “pulcino”, perché lì il saccharomycesellipsoideus cerevisiaee ancora vivo. Il pane va’ messo in un sacco di telo posto nella madia per due giorni e non va’ mangiato perché da’ fermentazioni, dal pulcino i saccaromiceti riprendono vita e vanno a riabitare l’intera panella che prende un sapore un po’ acidulo. Questa pagnotta dura 15 giorni. Purtroppo oggi il pane dura un giorno e sa la colpa di chi è? La colpa è del lievito di birra. Infatti oggi la gente si stà accorgendo che mangiando la mollica gli vengono dei gonfiori gastrointestinali che sono un’aspetto dell’intolleranza. Quindi bisogna consumare prodotti lievitati con lievito naturale.

Professore, sempre nel nostro disciplinare, uno dei punti vincolanti per l’utilizzo della farina AKRUX®Cappelliè che l’essicazione della pasta dovrà essere a bassa temperatura, cioè inferiore a 50°, aspetto importantissimo per il mantenimento delle caratteristiche organolettiche?

Assolutamente! Questo è fondamentale per i risultati che si vogliono ottenere. Quindi se voi offrite un cereale puro e consigliate i lieviti naturali, l’essicazione a bassa temperatura magari al consumatore non gli può interessare, ma sono dei parametri che gli possono evitare le intolleranze.

 

La PURE GRAIN s.r.l. ringrazia il Prof. Luciano Pecchiai per la grande ospitalità e cortesia con cui ci ha accolto nella sua casa, concedendoci questa preziosa intervista.